Ieri e oggi: dall’NBU all’APU e…
L’Associazione Sportiva Dilettantistica Nuovo Basket Udine si costituisce nell’anno 2001 per effetto dell’iniziativa di alcuni “vecchi” atleti professionisti che cercavano il modo di rimanere attivi nel mondo sportivo anche una volta esaurita la propria carriera agonistica. Di fatto l’NBU crea in Italia il basket Master, ed è la prima selezione del nostro paese a partecipare ai Campionati Mondiali di categoria, nel settembre del 2003, ad Orlando (Stati Uniti) seguita dalle altre esperienze del 2005 a Christchurch (Nuova Zelanda) e del 2007 a San Juan di Puerto Rico. Nel corso di quegli anni la squadra udinese vince anche quattro titoli italiani amatoriali (2002, 2003, 2004 e 2006 ) e si conferma per due anni consecutivi (2007 e 2008) Campione Nazionale nella nuova categoria “Master Over 40” della Federazione Italiana Pallacanestro.
Nel frattempo all’interno del gruppo storico, composto in maggioranza da ex atleti della massima serie cestistica (qualcuno anche con alle spalle convocazioni con le varie nazionali, giovanili e maggiore), cresce la convinzione che questo insieme di esperienze e capacità tecniche possano essere trasferite e travasate in un progetto di più ampie dimensioni. Il primo passo, forse il più complesso è stato quello di creare un’organizzazione societaria tale da consentire di affrontare, con una squadra inizialmente molto simile a quella plurititolata nelle categorie Master, la partecipazione ad un campionato agonistico. Il fatto di partire dall’alto, cioè dall’attività seniores, trova la propria giustificazione nel fatto che le risorse umane a disposizione consentivano il raggiungimento dei primi risultati senza dover attingere all’esterno, consentendo così alla struttura societaria di consolidarsi inizialmente con le proprie forze.
La fase di sviluppo viene proseguita utilizzando ed aggregando giovani atleti della zona che hanno sposato la serietà e la qualità del lavoro sviluppato all’interno di questo gruppo. Il risultato agonistico attribuisce una più rapida validazione del progetto, poiché è quello immediatamente percepibile all’esterno, e permette di affrontare le fasi successive, ben più importanti nell’idea dei promotori, con un’immagine e consenso ormai piuttosto consolidati.Il trasferimento di conoscenze non ha tuttavia senso alcuno se non è indirizzato ai più giovani. La creazione ex novo di un settore giovanile comportava però problematiche di natura piuttosto complessa, sia dal punto di vista strutturale sia da quello delle tempistiche di realizzazione. Serviva perciò identificare alcune realtà che già erano presenti in questo comparto con organizzazioni proprie e che fossero disponibili a condividere metodologie di indirizzo e di lavoro per raggiungere obiettivi di medio periodo rispondenti agli scopi prefissati.
La localizzazione ha avuto una funzione molto importante per la scelta finale. Una vasta dispersione a carattere territoriale poteva infatti limitare o per lo meno ritardare il raggiungimento dei risultati. Soprattutto nella fase di avvio dell’iniziativa è fondamentale che i coordinatori si incontrino ripetutamente e le distanze, in questo senso, possono rivelarsi un deterrente ingombrante. Fino alla stagione 2011/2012 sono state coinvolte le ASD cestistiche di Palmanova, Gonars, Perteole, Santa Maria La Longa, Feletto Umberto e Cussignacco che, pur rimanendo realtà autonome ,si presentano sui campi da gioco sotto un’unica bandiera: quella del Basket Life.
A tal fine è stato raggiunto un accordo quadro che ha definito alcune regole generali per lo sviluppo concettuale del progetto con l’impegno di fissare in corso d’opera le strategie dettagliate e compatibili con le risorse umane e finanziarie a disposizione.E così, dalla cessazione dell’attività sportiva dell’NBU, viene costituita a giugno del 2011 una nuova società sportiva condivisa dagli stessi attori coi confini allargati ad altri amanti della pallacanestro e nasce così l’APU – Amici Pallacanestro Udinese, avente sempre come sponsor sostenitore la GSA – Gruppo Servizi Associati presente da molti anni prima sulle divise dell’NBU e successivamente sulle quelle della nuova nata. Oggi l’APU rappresenta, a livello seniores, la prima realtà cestistica cittadina.
Tale impegnativa responsabilità comporta una precisa riflessione di indirizzo e di riprogrammazione per una struttura che, oltreché maggiormente professionalizzata, dovrà necessariamente aprirsi all’esterno per andare alla ricerca di nuovi rapporti con le Istituzioni e con partner finanziari, per tentare di riportare, entro il più breve tempo possibile, una squadra udinese ai livelli che le competono. A tal fine è stato definito un accordo programmatico che coinvolge l’APU con un’altra importante realtà cittadina, il “Pool Basket Udine”, che raggruppa le più interessanti società cittadine (UBC, CBU, Laipacco e Ppu) con propensione allo sviluppo del settore giovanile, e nasce così una nuova realtà di coordinamento per un progetto sempre più qualificato: la Udine Basket Insieme (UBI).
L’ammissione e il ritorno in Divisione Nazionale B
Nella stagione 2011/2012, la società friulana è stata ammessa in Divisione Nazionale B. Nell’estate 2012, l’Apu è ripartita da zero per un progetto udinese di comunione d’intenti con il Pool Basket Udine. Nuovo staff tecnico capeggiato da coach Andrea Paderni reduce dal titolo di miglior tecnico di C Fvg. Tra i giocatori sono rimasti capitan Andrea Confente, Matteo Metz e Matias Principe, a fronte degli arrivi di Claudio Munini da Castellanza, Matteo Piani da Corno di Rosazzo, Giacomo Zecchin da Trieste più il quartetto Riccardo Barazzutti, Andrea Gambaro, Michele Vischi e Alessio Zakelj dall’Ubc Udine. Alle loro spalle, i più promettenti dal settore giovanile “unito”. Al termine di un girone d’andata fatto di 11 vittorie e 2 sole sconfitte, l’Apu s’è laureata campione d’inverno e s’è qualificata per la Final eight di coppa Italia in programma a Cecina nel marzo 2013. E prima dell’avvio del girone di ritorno, il ds Davide Micalich ha piazzato il colpo da novanta sul mercato: l’ex A e LegaDue, Ivan Gatto. La Gsa ha lottato gomito a gomito con la Friuladria Pienne Pordenone per tutto il girone di ritorno, ma non ha raccolto la promozione diretta in Dnb solo per quoziente canestri favorevole ai naoniani nell’arrivo a pari punti. Così, nei play-off, capitan Confente e soci hanno regolato una dietro l’altra Caorle nei quarti (2-0), Marghera in semifinale (2-0) e Montebelluna in finale (2-0). Il 5 giugno 2013, davanti a un centinaio di sostenitori udinesi in trasferta a Montebelluna, la Gsa ha festeggiato il ritorno stavolta sul campo in Dnb.
La sfumata promozione e la stagione 2013-2014
Dopo essere tornata nella quarta serie nazionale, la società friulana allestisce una formazione competitiva fatta principalmente da giocatori del territorio sempre agli ordini di coach Andrea Paderni. I confermati dalla promozione sono tre: Claudio Munini, Matteo Piani e Matias Principe. I nuovi acquisti sono molti: Andrea Piazza da Costa Volpino, Riccardo Miniussi da Corno di Rosazzo, Federico Bellina da Casalpusterlengo, Filiberto Dri da Legnano, Riccardo Truccolo reduce da un brutto infortunio a Orzinuovi, Joel Zacchetti da Napoli più i giovani Paride Bianchini da Codroipo, Edoardo Ughi da Pordenone e la nutrita pattuglia del settore giovanile udinese come Michele Vischi e Paride Feruglio. La neopromossa squadra bianconera parte abbastanza bene, firma Ousmane Gueye al posto di Miniussi e veleggia nelle posizioni di vertice alle spalle delle altre quattro “sorelle” Orzinuovi, Legnano, Montichiari e Treviso. Nel girone di ritorno, dopo che Piani ha salutato la compagnia sotto Capodanno, accusa una flessione importante. Arriva il senior assistant Lorenzo Bettarini, ma non basta. Viene purtroppo cambiato l’allenatore, da Paderni a Luca Corpaci, e la Gsa chiude al quinto posto nella griglia play-off. Nel primo turno, c’è il derby Triveneto contro Treviso dell’ex Gatto che, nella recente fase ad orologio, aveva inflitto un sonoro -30 a capitan Munini e soci. Gara 1 viene persa a Ponzano, ma la Gsa impatta al Benedetti e sbanca il palaCicogna trevigiano nella “bella” con i tifosi udinesi in visibilio. Si va in semifinale contro la testa di serie numero 1, Orzinuovi. La Gsa passa in terra bresciana in gara 1 e può chiudere i conti in casa in gara 2. Il Benedetti è stracolmo, però la Gsa soffre la pressione e perde di 4. Si torna a Orzinuovi per la “bella”, la Gsa tiene in mano il pallino per tanto tempo anche se nel finale la spuntano gli acciaccati padroni di casa. Così, arriva al capolinea l’avventura della neopromossa Gsa nella stagione 2013/2014 che rilancia le proprie ambizioni durante l’estate.
La sfortunata stagione 2014-2015
Resta coach Corpaci, che aveva rinnovato per due stagioni dopo gara 1 di semifinale, e come suo vice arriva dalla Virtus Siena il cervignanese Federico Vignola. Il parco giocatori viene rifatto quasi completamente. Rimangono i soli Piazza, Principe e Zacchetti anche perché per una sua scelta di vita capitan Munini decide di uscire dal contratto pluriennale. Al suo posto viene nominato lo stesso Zacchetti. Questi sono i nuovi arrivi: Giuseppe Anello e Vincenzo Di Viccaro da Agrigento, Davide Poltroneri da Trento, Andrea Pilotti da Latina, Gionata Zampolli da Piacenza e il croato Marko Mlinar da Zadar. Il decimo è un giovane del settore giovanile, Marco Bacchin e Michele Maran, più l’orvietano di stanza a Udine per studio, Bernardo Ciriciofolo. Sulla carta, la Gsa è forte, ma non decolla pur sostando sempre nelle prime posizioni della classifica. La stagione regolare viene chiusa al secondo posto dietro alla capolista Cento, con il momento clou vissuto in concomitanza con la doppia vittoria sulla blasonata Fortitudo Bologna sia al palaDozza che al palasport di Cividale che ha ospitato la Gsa anche contro Orzinuovi, Pordenone e Montichiari. Nei quarti di finale dei play-off, la Gsa trova Bergamo, giunta settima. Gli orobici passano al Benedetti in gara 1, poi la Gsa vince a Bergamo in gara 2 e rinvia il discorso alla “bella”. Bergamo rivince a Udine, sulla falsa riga del primo atto, ed estromette Udine dai play-off. C’è tanta delusione, ma l’entusiasmo non manca. Tra maggio e giugno 2015, l’Apu tratta con Roseto, Ravenna e Recanati il diritto di A2, ma viene in pratica usata per recuperare contributi e/o sponsorizzazioni.
L’agognata promozione nella stagione 2015-2016
Si riparte dunque dalla serie B. Esonerato Luca Corpaci, il presidente Pedone e il gm Micalich piazzano un colpo per la panchina con la firma di Lino Lardo. Restano Joel Zacchetti e Davide Poltroneri. Arrivano Riccardo Truccolo dall’Alto Sebino, Riccardo Castelli da Ferrara, Gianluca Marchetti da Barcellona Pozzo di Gotto, Michele Ferrari e Vittorio Nobile da Pordenone, Mauro Pinton da Treviso e, soprattutto, Manuel Vanuzzo reduce dal “triplete” con Sassari che diventa il nuovo capitano. I giovani aggregati sono Michele Maran, Bernardo Ciriciofolo, Raphael Chiti e Matteo Norbedo. La stagione comincia bene, le dirette avversarie sono Bergamo e Orzinuovi. La squadra rifila ventelli e trentelli a tante avversarie nel corso del suo cammino nonostante la parentesi della quarta d’andata quando l’Apu Gsa cade in casa contro Orzinuovi. L’idea di molti, tuttavia, è quella che il match diretto sia arrivato troppo presto. Pensiero confermato. Udine aggancia il primo posto in classifica a ridosso della fine del girone d’andata e non lo molla più. Nel frattempo, la compagine bianconera vince a Bergamo, poi dal mercato arrivano due giocatori di valore. Dapprima Christian Di Giuliomaria. Poi, Antonio Porta, proprio il giorno dopo il sacco di Orzinuovi, battuta di 27 a casa propria. Il ko interno di 1 contro Bergamo non mina la leadership dei friulani che si affacciano ai play-off dalla pole position. Nei quarti di finale, Padova viene sconfitta 2-0. In semifinale, Milano s’inchina 3-0. Si arriva in finale, contro Bergamo che ha estromesso dalla lotta Orzinuovi in semifinale. Gara 1 e 2 si giocano a Udine. L’Apu Gsa non fallisce il primo punto, sì il secondo. Si va a Bergamo per gara 3 e 4. Nel terzo atto della saga, gli orobici vincono e mettono spalle al muro i friulani. Il gruppo si compatta, sbanca Bergamo e si va alla “bella” di nuovo al Benedetti. Si fatica a fare entrare tutti i tifosi udinesi che spingono capitan Vanuzzo e compagni al successo in gara 5. Non basta per la promozione. Bisogna affrontare la Final four di Montecatini. La data da cerchiare in rosso nella storia della pallacanestro udinese è l’11 giugno 2016. L’Apu Gsa, con 300 cuori bianconeri al proprio fianco più quelli da casa incollati a Udinese tv che ha trasmesso la diretta, batte Forlì e riporta il Friuli in A2.[4]
L’esordio in A2 nella stagione 2016-17
La stagione 2016/2017, quella appunto del ritorno di Udine in A, comincia con coach Lino Lardo e il suo staff interamente confermati. Nel parco giocatori, i confermati sono ben sette: capitan Manuel Vanuzzo, Joel Zacchetti, Riccardo Truccolo, Riccardo Castelli (poi ceduto nel corso del campionato a Forlì), Mauro Pinton, Michele Ferrari e Vittorio Nobile. Sono quattro, invece, i nuovi arrivati: Gino Cuccarolo, Andrea Traini e i due Usa, Stan Okoye e Allan Ray. A questi viene aggiunto il classe 2000 Ousmane Diop. L’Apu Gsa, che per la chiusura del Carnera gioca le sue gare casalinghe a Cividale, nella prima parte della stagione fa i conti con numerosi infortuni che minano la chimica di squadra. I risultati, seppur altalenanti, consentono alla matricola friulana di stare sempre al di fuori della zona play-out e cogliere importanti successi blasonati contro Treviso e Fortitudo Bologna. Si arriva all’anno nuovo. Sull’asse Udine – Torino viene intavolato uno scambio che porta Cuccarolo sotto la Mole e Aka Fall all’ombra del Castello udinese. Poi, a marzo, si infortuna anche Allan Ray (poi ceduto in Turchia) e il gm Davide Micalich si fionda sul mercato dove pesca l’estone Rain Veideman. Il play baltico dà la svolta. Arrivano sei vittorie consecutive nelle ultime sei giornate di campionato, tra cui il fantastico +18 su Trieste. Non basta per entrare nei play-off, mancavano due soli punti.
I primi playoff di A2 per l’APU durante la stagione 2017-18
Nell’estate 2017, l’Apu Gsa conferma lo staff tecnico a cui viene aggiunto il vice allenatore Paolo Montena. Poi, vengono confermati i giocatori Vittorio Nobile, Mauro Pinton, Rain Veideman, Ousmane Diop e il nuovo capitano Michele Ferrari. I nuovi arrivati sono Kyndall Dykes, Tommaso Raspino, Andrea Benevelli, Francesco Pellegrino e Chris Mortellaro. L’Apu Gsa da Cividale torna al Carnera e la campagna abbonamenti estiva si chiude con 1900 tessere sottoscritte, poi oltre 2000 quando la campagna viene riaperta per il girone di ritorno: un risultato straordinario. La squadra parte con due sconfitte, ma si toglie la scimmia dalla palla battendo Ravenna in casa. Il girone d’andata viene chiuso al terzo posto dietro Trieste e Fortitudo Bologna, il momento clou è il successo del 29 dicembre 2017 contro i giuliani al Carnera dopo avere battuto tra le mura amiche anche Treviso e Montegranaro: c’è la qualificazione alla Final eight di Coppa Italia a marzo 2018 (fuori nei quarti contro Biella). Inoltre, a dicembre, a seguito dell’infortunio al quarto metacarpo della mano sinistra subìto da Pinton, il gm Micalich raggiunge un accordo per l’arrivo in prestito di Andrea La Torre via Olimpia Milano, ma poco dopo il figlio d’arte chiede di trasferirsi a Rieti. Nel girone di ritorno, l’Apu Gsa balbetta, ma si qualifica comunque ai play-off centrando l’obiettivo da quarta classificata ad est. La spinta decisiva arriva con l’approdo di Troy Caupain in Friuli dai Lakeland Magic. Il suo esordio combacia col derby di ritorno, il 15 aprile 2018, all’Alma arena con Udine che è reduce dal -18 di Porto San Giorgio contro Montegranaro. Caupain viene gettato nella mischia, lasciando fuori per turnover Rain Veideman che è in fase calante. Succede che l’Apu Gsa sbanca Trieste dopo due supplementari: cose viste di rado a queste latitudini. Negli ottavi dei play-off, Udine batte 3-1 Tortona, poi nei quarti i friulani alzano bandiera bianca per 1-3 contro Casale Monferrato. A fine stagione, l’Apu Gsa si congeda da Lino Lardo dopo un triennio ricco di soddisfazioni.
L’esonero di coach Cavina durante la tribolata stagione 2018-2019
Il 1º giugno 2018, la società presenta il nuovo allenatore, Demis Cavina. Poi, conferma Chris Mortellaro, Francesco Pellegrino e Mauro Pinton che diventa nuovo capitano al posto di Michele Ferrari passato alla Virtus Padova in serie B. Il gm Micalich prende due americani, la guardia Trevis Simpson dall’Ungheria e l’ala grande Marshawn Powell da Montegranaro. Nuova la coppia di play: Lorenzo Penna da Imola dov’era allenato da Cavina e Marco Spanghero da Tortona. In ala piccola arrivano Riccardo Cortese (Mvp italiano nella stagione 2017-2018) da Ferrara e Stefan Nikolic da Montegranaro. Il cambio di Powell è Salvatore Genovese, proveniente da Firenze di serie B. Come giovani del vivaio vengono aggregati Raphael Chiti e Daniel Ohenhen. La squadra viaggia nei piani alti della classifica, ma il rendimento è altalenante: pressoché infallibile in casa (alla fine saranno solo due i ko interni a fine ritorno contro Montegranaro e Cagliari) quanto vulnerabile in trasferta. L’Apu Gsa arriva quinta a fine andata, poi a fine gennaio dopo la netta sconfitta a Mantova viene esonerato Demis Cavina. Al suo posto arriva Alberto Martelossi che centra l’importante successo al PalaCarnera contro la capolista Fortitudo Bologna e anche Alessandro Amici che tuttavia si fa male a una spalla nel primo allenamento in bianconero. Esordisce Amici, ma si fa male Cortese al capitello del gomito destro. La sfortuna (menisco di Powell, per esempio) non dà pace ai friulani che arrivano quinti anche a fine ritorno e si qualificano ai play-off. Negli ottavi di finale, l’accoppiamento riserva Biella. Gara 1 la vince Udine con Amici che si frattura la mano sinistra, mentre i piemontesi conquistano le tre altre sfide vincendo la serie 3-1 appunto nonostante il rientro.
Lo stop della stagione 19-20 a causa della COVID-19
A fine maggio 2019, l’Apu Gsa annuncia il nuovo allenatore per la stagione 2019-2020: Alessandro Ramagli. A luglio cambia il main sponsor con Old Wild West che decide di abbinare ancora di più il suo marchio alla massima realtà cestistica friulana. La società conferma capitan Riccardo Cortese e Lollo Penna. Nel frattempo, mentre arrivano Andrea Amato e Agustin Fabi, tornano a casa Vittorio Nobile, Michele Antonutti e Giacomo Zilli. Gli americani sono la guardia TJ Cromer (top scorer nelle massime serie bosniaca e ucraina) e il lungo Gerald Beverly, sceso in A2 da Brescia. La squadra accusa alti e bassi, vincendo spesso in trasferta e perdendo un po’ di troppo al PalaCarnera nell’anno del record di abbonati: 2600. Ci si mettono di mezzo anche numerosi infortuni che frenano il percorso di crescita. Cammin facendo, a fronte del rilascio di Cortese arriva Giulio Gazzotti, sceso pure lui dalla serie A di Cremona. L’Apu Oww comincia a svoltare e, forse, comincia a decollare con l’innesto di Arturs Strautins, pure lui sbarcato in Friuli dalla serie A (Trieste). Dopo la penultima di ritorno di stagione regolare il campionato si ferma a causa del coronavirus che non dà scampo alla pallacanestro italiana. L’annata viene annullata, senza promozioni e retrocessioni.
La stagione 2020-2021 a porte chiuse
Dopo l’interruzione della stagione precedente a causa della pandemia, il campionato di A2 riprende il suo regolare svolgimento ma, per questioni di sicurezza pubblica legate alla COVID-19, senza il pubblico. Del tutto all’improvviso, al termine del campionato scorso giungono al CdA le dimissioni dell’amministratore delegato Micalich, costringendo la società a modificare l’assetto amministrativo. Successivamente l’APU ingaggia come head coach il giuliano Matteo Boniciolli, mantenendo, comunque l’udinese Alberto Martellossi (approdato a Udine dopo l’esonero di Ramagli come primo allenatore) con il ruolo di Direttore dell’area sportiva. Altro ritorno in casa APU è il preparatore atletico Luigino Sepulcri nativo di Udine e grande amico del presidente Pedone. Sul fronte giocatori arrivano importanti rinnovi come quelli di Vittorio Nobile, Michele Antonutti e Francesco “Ciccio” Pellegrino, e gli ingaggi di Joseph Mobio, Lodovico Deangeli, Nazzareno Italiano, Marco Giuri e l’americano Dominique Johnson dando così forma ad un roster di per sé molto ambizioso che durante la stagione riuscirà a centrare due finali, in Coppa Italia e in campionato, sfiorando la promozione in Serie A. Altro grande vanto, per la società bianconera in questa annata è quello di aver avuto il primo ed unico palazzetto idoneo alle norme, permettendo così l’accesso dei tifosi.
La sfumata promozione nella stagione 2021-2022
Dopo l’impressionante e vincente campionato scorso, la società riconferma come primo allenatore Matteo Boniciolli, insieme ai suoi assistenti Finetti e Campigotto e anche tra i giocatori molti vengono riconfermati, Nobile, Antonutti, Pellegrino, Italiano e Giuri rinforzando l’organico della squadra con il play Cappelletti, il promettente italoamericano Esposito, l’ala Ebeling e i due stranieri Trevor Lacey e Brandon Walters. Durante la stagione regolare la squadra si classifica prima con solo 4 sconfitte, diventando la perfetta candidata per la promozione in LBA, ai playoff, vince al primo turno con San Severo 3-1, poi alle semifinali con Chiusi 3-0 e, arrivata alle finali incontra Verona che gli dà filo da torcere, la prima al PalaCarnera va all’APU che vince 67-64, gara 2 se l’aggiudica Verona ribaltando il risultato di gara 1, ovvero 67-64 ai danni degli udinesi. I medesimi, nonostante la impressionante stagione regolare, già durante i primi due match si dimostrano in difficoltà contro gli scaligeri (sesti in stagione regolare) palesando stanchezza fisica e mentale. Quando la serie si sposta a Verona la compagine di Boniciolli perde di circa 10 lunghezze gara 3, facendo sperare i tifosi dell’APU in un miracolo per gara 4, che invece viene vinta dalla Tezenis ai danni di Udine che perde 83-57, stabilendo una sconfitta umiliante che porta, invece, i gialloblù alla promozione in A1. Grande il rammarico per la società di Alessandro Pedone, che persino l’anno prima si era spenta in finale contro Napoli sempre sotto la giuda di Matteo Boniciolli.
L’ambizione e il desiderio di rivendicarsi nella stagione 2022-2023
All’alba dell’inizio dei mesi estivi, quindi del mercato, l’APU agisce immediatamente confermando l’allenatore Boniciolli, mossa che lascia tutto l’ambiente udinese sbalordito, che si sarebbe aspettato una rescissione del contratto per iniziare un nuovo ciclo sportivo. Anche gran parte del roster viene confermato, lasciando andare i due americani, Cappelletti, Giuri, Pieri. Per la costruzione della squadra si punta su una aspetto fondamentale: la friulanità, infatti vengono ingaggiati Antonutti, Nobile, Gaspardo, Cusin e Mian, tutti provenienti dalla regione. In agosto viene firmato con Gaston Whelan un periodo di prova fino a inizio campionato per poi fare decidere al giocatore se proseguire con la società. L’altro straniero preso da Boniciolli e Martellossi è la comboguard (camuffata play) Keshun Sherril, giocatore con un brillante tiro da 3 con trascorsi in Turchia e Olanda, la squadra viene completata verso metà luglio, dichiarando inoltre la ferma intenzione di raggiungere la serie A. Whelan agli inizi di settembre decide di non proseguire con il contratto e viene quindi ingaggiato l’ex NBA Orlando Magic Isaiah Briscoe. La stagione non inizia brillantemente data la sconfitta inflitta da San Severo in Supercoppa. Fin da subito l’APU si dimostra incapace di affrontare avversarie di alto livello, riuscendo a vincere solo contro le squadre più sottovalutate. A dicembre, per rinforzare la squadra viene inoltre aggiunto un elemento come Alessandro Gentile, ex Olimpia Milano. Quando, nei quarti di Coppa Italia, la squadra incassa un’altra disastrosa sconfitta, arriva improvvisamente la decisione di esonero di Matteo Boniciolli, promuovendo da assistente allenatore ad allenatore il giovane di 27 anni Carlo Finetti, con la squadra già da 3 anni. Appena subentra il tecnico senese, si avviano subito movimenti di mercato per rinforzare e riequilibrare la squadra: viene ceduto il play Federico Mussini a Cento e avviene lo scambio di Mian con Scafati, nel quale Udine ottiene il play Monaldi, reduce da due promozioni di fila. La stagione prosegue con alti e bassi, evidenziando sempre la difficoltà a giocare contro le cosiddette “big” del campionato, Udine chiude la regular season classificandosi quarta e seconda in fase a orologio. Nel frattempo vengono ingaggiati l’under Gianmarco Bertetti, e in sostituzione di Sherril, arriva il prestito da Trieste dell’ala-centro USA Emanuel Terry Accede ai playoff, disputa il primo turno con Cividale arrivando fino a gara 5, passa poi alle “dure” semifinali contro Forlì, nelle quali si evidenzia ancora difficoltà per la squadra, l’avventura dell’APU in postseason si chiude a casa dei forlivesi perdendo 3-0.[11]
La stagione 2023-24: l’arrivo della coppia Gracis-Vertemati e un Alibegovic ritorna a Udine
Il Presidente Pedone decide di cambiare lo staff tecnico. Arriva come General manager l’esperto Andrea Gracis che, assieme alla dirigenza, decide di puntare per la panchina su Adriano Vertemati, un allenatore in rampa di lancio che offre una pallacanestro moderna. La squadra cambia volto e cambiano anche gli interpreti. Dalla stagione precedente rimangono solo Diego Monaldi (che verrà nominato capitano a fine ritiro estivo) e Rapahel Gaspardo, mentre firmano per Udine Lorenzo Caroti, Gianmarco Arletti, Iris Ikangi, Matteo Da Ros e Jacopo Vedovato. Ma soprattutto c’è il gradito ritorno di Alibegovic a Udine. Mirza, dopo esser cresciuto nella città bianconera, ritorna per provare a riportarla nella massima serie. Gli stranieri sono il nazionale argentino Marcos Delia e Jason Clark.
L’Apu parte subito bene in campionato, offrendo una pallacanestro divertente. I risultati cominciano ad arrivare e uno dei momento indimenticabili della regular season è la vittoria del derby contro Trieste in un PalaCarnera stracolmo. La gara è tirata, si gioca punto su punto e una giocata di Clark su Reyes regala un successo che è entrato nella storia della società. A stagione in corso si aggiungono Quirino De Laurentiis e Jalen Cannon sotto canestro e la fase a orologio si conclude con il giusto mix tra consapevolezza ed entusiasmo. Il primo turno dei playoff contro la JuVi Cremona viene superato agilmente dai bianconeri con un netto 3-0, ma coach Vertemati deve fare i conti con l’assenza di Jason Clark per infortunio. L’americano non è a disposizione nemmeno contro Cantù ma i friulani continuano a lottare colpo su colpo contro un avversario che ha tra le loro file Anthony Hickey. Il classe 1992 è l’MVP della serie playoff facendo interrompere la corsa dell’Apu Udine in semifinale con il 3-1 complessivo.
La promozione nel 2024-2025
Domenica 13 aprile 2025 la Apu Old Wild West Udine è certa del primo posto in Serie A2 e promossa in Serie A. Sotto la presidenza di Alessandro Pedone, in carica dal 2011, il club friulano ha portato a compimento un progetto tecnico avviato negli anni precedenti e affidato alla guida dell’allenatore Adriano Vertemati. Dopo la semifinale playoff raggiunta nella stagione 2023-24, la società ha confermato l’impostazione tecnica e organizzativa, rafforzando il roster e lo staff tecnico. Arriva un reparto lunghi di esperienza con Giovanni Pini e Davide Bruttini, mentre il reparto esterni viene rafforzato con Francesco Stefanelli e Lorenzo Ambrosin. Ma è per quanto riguarda i due americani che Udine decide di fare la voce grossa. Xavier Johnson si aggiunge sotto canestro con dinamismo e fisicità ma il vero colpo da 90 è Anthony Hickey, che l’anno prima aveva eliminato proprio l’Apu in semifinale playoff con Cantù. A gennaio poi, complici gli infortuni di Pini e Stefanelli, si sono aggiunti al roster di coach Vertemati Rei Pullazi e Simone Pepe.
Il campionato si è sviluppato in un contesto altamente competitivo, con la presenza di numerose piazze storiche della pallacanestro italiana quali Cantù, Fortitudo Bologna, Pesaro, Verona e Brindisi. L’Apu Udine ha occupato stabilmente le prime posizioni della classifica, rimanendo a lungo alle spalle di Rimini, prima di effettuare il sorpasso nel mese di marzo. Poi lo scontro diretto del 13 aprile, che ha garantito l’aritmetica certezza della promozione, in un Carnera sold out anche all’esterno. I padroni di casa giocano a viso aperto contro una coriacea avversaria, tanto da finire sotto nel primo tempo (43-44). Il terzo quarto è quello del break importante ma non definitivo; a due minuti da! termine ci vuole un canestro di Da Ros, i liberi ma soprattutto la tripla di Alibegovic (26 anni dopo il padre Teo) che diventa l’iconica immagine promozione. L’invasione di campo scioglie tutte le tensioni e le preoccupazioni di un’intera stagione, il Presidente Pedone cerca di darsi un contegno, bagnato da lacrime di commozione. “Con un pubblico cosi non potevamo non stare in A1 – le parole del Presidente -. Vorrei ringraziare tutti, i nostri sponsor, i nostri tifosi, tutti a uno a uno. Sono tantissimi, senza di loro non sarei stato qui. Un particolare ringraziamento a coach Vertemati che aveva un progetto, quello di tornare in A1 in cinque anni. Beh, ci ha messo meno. Abbiamo battuto ogni record, chiudiamo il campionato con due giornate d’anticipo. Grazie di tutto questo amore, di tutta questa passione. GodiamocelA”.
La squadra ha costruito il proprio percorso su una solida identità difensiva, un’elevata intensità di gioco e un sistema orientato alla transizione, valorizzando la duttilità degli uomini a disposizione. Nel corso della stagione sono risultati determinanti i contributi di giocatori come Anthony Hickey (MVP di tutto il torneo) Mirza Alibegovic, Matteo Da Ros e Iris Ikangi, protagonisti nei momenti chiave del campionato. La promozione aritmetica è stata ottenuta al PalaCarnera con due giornate di anticipo sulla conclusione della stagione regolare, sancendo il ritorno dell’Apu Udine in Serie A1.

































Il ritorno in Serie A
Dopo 16 anni Udine torna in Serie A e si presenta ai nastri di partenza del campionato 2025/26 con un roster frizzante. Confermato Adriano Vertemati in panchina, e Andrea Gracis come direttore sportivo, l’Apu decide di ripartire dallo zoccolo duro della promozione: capitan Mirza Alibegovic, Anthony Hickey, Iris Ikangi e Matteo Da Ros. A questi si aggiungono il giovane in rampa di lancio Andrea Calzavara, Skylar Spencer, Christian Mekowulu, Eimantas Bendzius, Aubrey Dawkins e Dj Brewton. L’inizio di calendario non è fortunato per i bianconeri che devono subito affrontare le migliori della classe. Ma una cosa è chiara: la squadra ha carattere e valori, riuscendo a giocarsela alla pari contro tutti. Con le vittorie in trasferta a Sassari e Varese, i ragazzi di Vertemati acquisiscono fiducia e l’innesto di Semaj Christon svolta la stagione. Con sette successi in un mese e mezzo, l’Apu Udine si qualifica alle Final Eight di Coppa Italia al termine del girone d’andata della regular season. Un risultato prestigioso, che vede la società bianconera prendere parte alla kermesse più importante della pallacanestro italiana. La stagione continua seguendo il copione invernale: vittorie negli scontri diretti e sfide ad armi pari contro le big (il tutto condito da un gioco divertente ed efficace). La salvezza viene conquistata con largo anticipo e la ciliegina sulla torta di un anno indimenticabile è la vittoria in casa contro l’Olimpia Milano per 86-83 del 29 marzo 2026.











La stagione 2026/2027
L’estate 2026 è quella dei cambiamenti. Andrea Gracis saluta Udine dopo tre anni indimenticabili e al suo posto viene nominato Andrea Conti come General manager. Coach Adriano Vertemati non solo è confermato in panchina ma il suo contratto viene anche prolungato fino al 2028. Un segnale di continuità all’insegna delle novità. Confermati in roster Eimantas Bendzius ed Skylar Spencer. Andrea Calzavara è il playmaker titolare, con alle sue spalle un veterano del ruolo come Zan Sisko (che Vertemati già ha allenato ai tempi del Bayern Monaco). Il pacchetto italiani viene completato da Lorenzo Bucarelli, Matteo Cavallero e il ritorno a Udine di Joseph Mobio. Nick McGlynn, reduce da un’ottima stagione a livello personale a Sassari, rinforza il reparto lunghi, mentre RaeQuan Battle aggiunge esplosività ed estro per il reparto esterni. Poi la ciliegina sulla torta: Denzel Valentine. L’ex Chicago Bulls arriva a Udine con la motivazione e l’ambizione di alzare ancora l’asticella.