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APU Udine incontra l’arte: Lorenzo Puglisi firma gli esclusivi premi del 10° Memorial Piera Pajetta

3 Settembre 2026

APU Udine incontra l’arte: Lorenzo Puglisi firma gli esclusivi premi del 10° Memorial Piera Pajetta

Una collaborazione speciale con il rinomato artista italiano per celebrare la decima edizione del torneo. Quattro opere originali saranno consegnate alle squadre protagoniste al PalaCarnera Credifriuli: tre reinterpretano le iconiche gesta di Michael Jordan, la quarta nasce dal dialogo dell’artista con il Cenacolo di Leonardo da Vinci.

In occasione della 10ª edizione del Memorial Piera Pajetta, APU Udine sceglie di unire due mondi capaci di emozionare attraverso il gesto, l’espressione e la bellezza: la pallacanestro e l’arte.

Il Club bianconero annuncia infatti una prestigiosa collaborazione con Lorenzo Puglisi, celebre artista italiano che vive e lavora a Bologna, autore delle opere d’arte che diventeranno gli speciali premi destinati alle quattro squadre protagoniste del Memorial, in programma sabato 5 e domenica 6 settembre al PalaCarnera Credifriuli.

Non semplici trofei, dunque, ma quattro opere originali e uniche, scelte per dare un significato ancora più profondo a un’edizione particolarmente importante del torneo dedicato alla memoria di Piera Pajetta. A contendersi i riconoscimenti saranno APU Old Wild West Udine, UNAHOTELS Reggio Emilia, Napoli Basketball e PAOK Salonicco, protagoniste di un parterre di assoluto livello che porterà a Udine due giornate di grande pallacanestro italiana e internazionale.

Michael Jordan diventa arte

Tre delle quattro opere realizzate da Puglisi prendono ispirazione da una delle figure più iconiche della storia dello sport mondiale: Michael Jordan. Un incontro ancora più significativo per APU Udine, che per la seconda stagione scenderà in campo indossando l’iconico brand Jordan.

Si tratta di “MJ 86” (2026, oil on board, 50×40 cm), “MJ88” (2026, oil on board, 24×19 cm) e “MJ88” (2026, oil on board, 40×30 cm).

Attraverso il proprio inconfondibile linguaggio pittorico, Puglisi rilegge alcune delle immagini e dei gesti che hanno contribuito a trasformare Jordan in un’icona universale, portando il gesto atletico oltre la sua dimensione puramente sportiva.

Il volto, le mani e le parti del corpo del campione emergono dall’oscurità attraverso pennellate veloci, materiche e luminose. Non si tratta di figure incomplete o progressivamente negate: al contrario, sono apparizioni che affiorano dal nero e riescono a imporsi su di esso, mostrandosi nel momento stesso in cui acquistano forma ed essenza. È proprio su volti e mani che si concentra spesso la ricerca di Puglisi. Elementi nei quali l’artista individua la capacità espressiva più profonda dell’essere umano: il pensiero che diventa sguardo e l’interiorità che si trasforma in gesto.

Una concezione che trova un terreno particolarmente affascinante nell’incontro con la pallacanestro. Il movimento di Jordan viene fermato nell’istante in cui forza, tensione, energia e gesto atletico diventano immagine e, infine, icona.

“Il Grande sacrificio” e il dialogo con Leonardo

Alle tre opere dedicate a Michael Jordan si affianca “Il Grande sacrificio” (2026, oil on panel, 20×24 cm), lavoro che conduce invece al cuore della ricerca artistica di Lorenzo Puglisi e al suo costante confronto con i grandi capolavori della storia dell’arte occidentale.

L’opera nasce infatti dalla personale rilettura del Cenacolo di Leonardo da Vinci, noto universalmente anche come “L’Ultima Cena”.

Il rapporto con il capolavoro vinciano rappresenta un passaggio significativo nel percorso di Puglisi. Nel 2019 l’artista ha presentato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano una monumentale opera intitolata proprio “Il Grande Sacrificio”, nata dalla sua interpretazione del Cenacolo e realizzata nell’anno del cinquecentenario della morte di Leonardo.

Anche in questa nuova opera del 2026 torna quella ricerca sull’essenza della figura umana che caratterizza la produzione dell’artista: l’oscurità domina la superficie e da essa emergono i protagonisti, attraverso la luce e la forza del segno pittorico.

La ricerca di Lorenzo Puglisi

Lorenzo Puglisi, nato a Biella nel 1971, vive e lavora a Bologna. La sua pittura è caratterizzata da un particolare utilizzo del nero, dal quale emergono attraverso la luce volti, mani e frammenti del corpo umano. La sua ricerca nasce dall’osservazione e dall’ammirazione dei grandi capolavori della tradizione occidentale e dal confronto con maestri come Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Tintoretto, Rembrandt, Rubens e Goya.

Nel suo percorso, Puglisi ha più volte fatto dialogare la propria pittura con luoghi e opere fondamentali della storia dell’arte. Nel 2020 una sua “Crocifissione” è stata esposta nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, in relazione con il crocifisso ligneo di Michelangelo. Nel 2021 ha esposto all’Art Museum Riga Bourse in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, mentre nel 2022 è stato invitato alla LIX Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Un suo autoritratto è inoltre entrato nella collezione delle Gallerie degli Uffizi.

Il segno ripetuto e sovrapposto diventa nella sua pittura metafora dell’incessante flusso di emozioni e pensieri. Dal nero affiora così ciò che per l’artista rappresenta l’essenza della persona: il volto, lo sguardo, le mani, il gesto e la sua energia vitale.

Un premio unico per un Memorial speciale

La collaborazione con Lorenzo Puglisi conferisce un ulteriore significato alla decima edizione del Memorial Piera Pajetta, appuntamento ormai diventato parte fondamentale della tradizione della preseason dell’APU Udine. Per celebrare questo importante traguardo, il Club ha voluto quindi andare oltre il concetto tradizionale di premio sportivo. Le quattro società partecipanti porteranno con sé un’opera d’arte originale, trasformando il riconoscimento del Memorial in qualcosa di unico e destinato a durare nel tempo.

Da una parte Michael Jordan, simbolo universale della pallacanestro e del gesto atletico portato alla sua massima espressione. Dall’altra Leonardo da Vinci e uno dei capolavori assoluti dell’arte occidentale. A unirli è lo sguardo contemporaneo di Lorenzo Puglisi e la sua capacità di far emergere dall’oscurità l’essenza di un volto, di una mano, di un movimento.

Arte e pallacanestro si incontrano così sul parquet del PalaCarnera Credifriuli, aggiungendo prestigio e unicità a un appuntamento che conserva soprattutto un profondo valore affettivo per APU Udine.

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